PRATICHE DI SCAMBIO

Dalle frequentazioni in studio che si sono svolte nel corso degli ultimi due anni tra Beatrice Meoni e Silvia Vendramel sono, nel tempo, emersi territori di riflessione condivisa tra pittura e scultura e più ampiamente sul dialogo tra opera e spazio, tra osservatore e autore, visione e narrazione, tra costruzione e frattura.

Lo scambio tra le due, ha stimolato/portato, in alcuni casi, l'utilizzo di medium estranei alla loro pratica abituale, dando vita ad un profondo dialogo basato sul passaggio e la trasformazione del processo creativo.

Questo lavorare insieme, ma ognuna con la propria identità e ricerca, ha dato origine ad uno spazio intermedio, in cui indagine (studio)  e  pratica si intrecciano  determinando nuovi approcci al lavoro.

Il progetto intende continuare ad esplorare  questa esperienza  frontaliere2 attraversando i confini tra individualità e condivisione proponendosi la costruzione di nuovi territori di scambio e di dialogo. 

Veduta parziale dell'esposizione     L'attenzione è tessuto novissimo   2016, a cura di Ilaria Mariotti, Villa Pacchiani (PI)

Veduta parziale dell'esposizione L'attenzione è tessuto novissimo 2016, a cura di Ilaria Mariotti, Villa Pacchiani (PI)

In questa occasione, Beatrice e Silvia hanno lavorato reagendo l'una al lavoro dell'altra, dando vita ad una vicinanza fatta di trasparenza e segno.
La seta verde trasparente appena appuntata ad un minuscolo telaio è una superficie instabile, mobile,  sotto il peso del pennello il gesto leggero e deciso diventa allora irrevocabile quando emerge dalla trama morbida  e assorbente della seta.
L'utilizzo di supporti che non permettono di modificare i gesti compiuti, come l'uso del vetro, dove il gesto stesso della soffiatura è quello che genera la forma, mette in moto un processo di ascolto, genera quella certa tensione che accomuna le due pratiche.
Questo stare in bilico, questa concentrazione che sorveglia accorta la possibilità di fallire è alla base dell' esperienza.

 

 

 

 

Silvia Vendramel
Soffio#20  2014
Vetro soffiato, metallo, mdf
cm 180x45x45

Beatrice Meoni
Good vibrations 2016
Olio su seta
Cm 120x75

Beatrice Meoni -  Good vibrations  2016 - Olio su seta - cm 120x75

Beatrice Meoni - Good vibrations 2016 - Olio su seta - cm 120x75

Questa collaborazione ha preso vita da una scultura di Silvia, dove l’oggetto domestico diventa griglia per l’espansione del vetro soffiato. Leggerezza, costrizione, gesto, conflitti tra materiali, sono lo spunto da cui Beatrice parte, lavorando prima su velluto, poi su seta mettendosi in dialogo con la scultura.
Rose Velvet, è una scoperta.
E' un gesto accennato su un materiale poco affine allo scorrere del pennello, che Beatrice e Silvia scoprono in corso d'opera essere in relazione con il vetro senza averlo previsto.
Quando un'opera è finita? Quando un gesto è sufficiente perché racchiude il necessario? Quando, nello scorrere veloce del tempo e nella delicatezza del saper tacere, poche parole scelte sono il valore della relazione e dell'ascolto.

Silvia Vendramel -  Soffio#20  2014 - Vetro soffiato, metallo, mdf              Beatrice Meoni -  Rose velvet  2016 - Olio su velluto - cm 60x45 cm 180x45x45

Silvia Vendramel - Soffio#20 2014 - Vetro soffiato, metallo, mdf Beatrice Meoni - Rose velvet 2016 - Olio su velluto - cm 60x45
cm 180x45x45

Beatrice Meoni -  So small  2016 - Olio su mdf - cm 40x30x2/ Silvia Vendramel -  Still life  1007 - Tessuto imbottito e marmo - cm 21x20x10

Beatrice Meoni - So small 2016 - Olio su mdf - cm 40x30x2/ Silvia Vendramel - Still life 1007 - Tessuto imbottito e marmo - cm 21x20x10

Una scultura realizzata con un golfino per neonati, riassume gesti di forza e delicatezza insieme. Beatrice dialoga con la scultura in due momenti diversi, ma in entrambi casi nelle ore che precedono il buio nello studio, ricercando il gesto del porre e accumulare infantile. Nell'incalzare del tempo i segni rapidi condensano la luce scarsa in una riflessione che cede alle tenebre il fare.

Una scultura realizzata con un golfino per neonati, riassume gesti di forza e delicatezza insieme.
Beatrice dialoga con la scultura in due momenti diversi, ma in entrambi casi nelle ore che precedono il buio nello studio, ricercando il gesto del porre e accumulare infantile.
Nell'incalzare del tempo i segni rapidi condensano la luce scarsa in una riflessione che cede alle tenebre il fare.

 

Tra lo studio  2015 - LAS, La Spezia - Veduta parziale del primo esperimento comune - Interventi di Vendramel, Meoni e Phillippa Peckham  Foto Nicola Belluzzi e Benvenuto Saba

Tra lo studio 2015 - LAS, La Spezia - Veduta parziale del primo esperimento comune - Interventi di Vendramel, Meoni e Phillippa Peckham

Foto Nicola Belluzzi e Benvenuto Saba