La mostra Al tempo stesso - ospitata presso Tabularasa Teké Gallery dal 24/02 al 24/03 - presenta diversi cicli di lavori realizzati tra il 2007 e il 2017, articolando il percorso dell’esposizione in tre ambienti e nelle vetrine esterne.
Gli spazi della galleria, fortemente caratterizzati da un arredamento non comune, sono stati spunto  per  realizzare un allestimento concepito appositamente per l’occasione.
La mostra propone un percorso che attraversa varie tematiche care al lavoro di Silvia quali: la relazione, esplorata tramite il dialogo tra materiali incongrui, il peso della memoria, mediante l’uso di oggetti che l’artista manipola e rielabora, il carattere transitorio della materia e l’esperienza della scultura come testimonianza intima del divenire.
Nella prima stanza e nelle teche esterne si trovano i lavori più recenti: strutture in metallo composte di tondino di ferro e stoffa o fili di cotone. Il linguaggio essenziale e quasi grafico di questi, affronta il dialogo tra la solidità del metallo che rimanda al disegno e la morbidezza del tessuto che vi si adagia.
A questi, fa da contrappunto, una piccola scultura a muro (Carrara, La sculpture) realizzata nel 1997 durante la prima permanenza di Silvia a Carrara: un'opera  composta da un frammento di calco in silicone (matrice), sorretto da una struttura in metallo che allude alla potenzialità della montagna e alla forte attività di estrazione che caratterizza questo territorio.

All'ancòra di un corrimano  2016, tondino di ferro e filo di cotone, cm 173x130x16

All'ancòra di un corrimano  2016, tondino di ferro e filo di cotone, cm 173x130x16

All'ancòra di un corrimano,  dettaglio

All'ancòra di un corrimano,  dettaglio

Non estranea al mondo della pazzia per aver attraversato la pazzia del mondo 2016 Metallo, cotone, pietra, cm 161x66x61 

Non estranea al mondo della pazzia per aver attraversato la pazzia del mondo 2016 Metallo, cotone, pietra, cm 161x66x61 

Questi assemblaggi nascono da opere precedenti e per la maggior parte  sono frammenti di un'unica grande scultura (Corpo mobile 2016), tagliata a pezzi per motivi di praticità. 
Ogni pezzo è l'elaborazione di  precedenti sculture che trovano nuova vita trattenendo al loro interno   tracce di  passaggi avvenuti. 
Il pezzo qui a fianco, era parte di una grande installazione esposta in spazi esterni, che una notte fu danneggiata  da un gruppo di vandali; la carcassa rimasta, ribaltata e rielaborata, ritrova vita in questa forma.
La schiettezza della pietra posta a terra  contraddice il movimento oscillante della struttura, la rudezza dell'esile metallo corroso è compensata dalla tessitura di fili e trecce, elementi minimi ed essenziali  descrivono  il vuoto di una presenza fragile ed eretta al tempo stesso.

Corpo mobile  2016, L'attenzione è tessuto novissimo,Villa Pacchiani

Corpo mobile  2016, L'attenzione è tessuto novissimo,Villa Pacchiani

Non estranea al mondo della pazzia per aver attraversato la pazzia del mondo, particolare

Non estranea al mondo della pazzia per aver attraversato la pazzia del mondo, particolare

Carrara, la sculpture 1997,  ferro e silicone, cm 30x18x16

Carrara, la sculpture 1997,  ferro e silicone, cm 30x18x16

Stanza#2  2013, lettino in legno e specchio, cm 51x36x35

Stanza#2  2013, lettino in legno e specchio, cm 51x36x35

Stanza  2013, lettino in legno e specchio, cm 55x35x36

Stanza  2013, lettino in legno e specchio, cm 55x35x36

Senza titolo  2012, legno e mdf, cm 47x85x10

Senza titolo  2012, legno e mdf, cm 47x85x10

Nel secondo spazio sono presenti alcuni Soffi (2012/2014), opere realizzate facendo espandere il vetro all'interno di manufatti di uso domestico.
La serie mette in relazione il dialogo tra vetro e metallo, gesto e memoria.
Nel suo farsi, ogni scultura subisce uno sviluppo autonomo, dettato dalla costrizione/contrizione che la struttura in metallo  imprime al vetro fatto espandere  fino al limite del collasso.
La trasformazione dallo stato liquido a quello solido, l’azione incandescente, tanto veloce quanto irrevocabile, il non poter prevedere la forma che la soffiatura genererà e il fatto che le sculture non abbiano un “verso”, sono  tutti aspetti che cartterizzano questi lavori nati da un processo di reazione che si materilizza attraverso un unico gesto: il soffio, appunto.
L'allestimento integra il mobilio già presente nello spazio e sfrutta la presenza di un piccolo antro/sgabuzzino al quale non è possibile accedere, rimanendo spettatori dal di fuori.
 

S#22  2013, vetro soffiato e metallo, cm 32x19x15

S#22  2013, vetro soffiato e metallo, cm 32x19x15

Soffio#2, #3, 2013, vetro soffiato e metallo, cm 18x17x25/14x13x12

Soffio#2, #3, 2013, vetro soffiato e metallo, cm 18x17x25/14x13x12

S#5 2013, vetro soffiato e metallo, cm 27x26x24

S#5 2013, vetro soffiato e metallo, cm 27x26x24

Soffio#21, 2014, vetro soffiato e metallo, cm 22x30x25

Soffio#21, 2014, vetro soffiato e metallo, cm 22x30x25

Di qualcosa il fondo, per qualcosa il coperchio,  2016, sabbia compressa, tessuto, legno,  dimensioni ambientali

Di qualcosa il fondo, per qualcosa il coperchio,  2016, sabbia compressa, tessuto, legno,  dimensioni ambientali

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Allontanandosi di poco  2017, tecnica mista su specchio, cm 40x30x1

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Interventi nelle vetrine esterne, Primavera e Figura#2, tondino di ferro e tessuto

Interventi nelle vetrine esterne, Primavera e Figura#2, tondino di ferro e tessuto

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Foto Nicola Belluzzi e Alessandro Paolini